Lettera

Il CBD può mettere fine alla crisi degli oppiacei?

Nel 2019, 90 americani al giorno muoiono di overdose da oppiacei. L’impatto è forte su persone di ogni tipo, da ogni classe sociale. Anche delle celebrità sono finite nel girone infernale degli oppiacei… La crisi degli oppiacei è uno dei pericoli maggiori per la salute di sempre negli USA.

Fonte: addictaide.fr

Perché le persone hanno iniziato ad assumere oppiacei

Gli oppiacei hanno iniziato a diffondersi alla fine degli anni 90, e da allora i medici li prescrivono ai pazienti come soluzione efficace per il trattamento temporaneo o permanente di stress o depressione. Il processo è sempre lo stesso: persone e famiglie normali a cui vengono prescritte pillole a base di oppiacei per affrontare problemi di insonnia, stress o depressione.

La soluzione è efficace, e ciò non stupisce se pensiamo che queste sostanze agiscono in modo simile all’eroina e all’oppio. Ovviamente saranno efficaci sulle persone farmaci tanto potenti!

Ma nessuno ci ha pensato a fondo…

Il vero problema non è l’efficacia di questi farmaci, ma la dipendenza che creano molecole del genere, e la loro stretta somiglianza con l’eroina. Oggi prendere un farmaco a base di oppiacei può essere il primo passo verso la dipendenza da eroina. In poche settimane o in pochi mesi, chi per la prima volta usa gli oppiacei inizia a comportarsi come un tossico. La vita di molte famiglie viene distrutta, molte persone rubano oggetti o denaro per sostenere la propria dipendenza, fin quando non si rivolgono direttamente all’eroina o all’oppio.

In tutto il mondo i genitori, le famiglie e le persone stesse, ricche o povere, sono le vittime di questa situazione.

Perché farmaci che causano tanta dipendenza vengono prescritti così facilmente?

Negli ultimi 20 anni, la prescrizione di medicinali oppiacei è diventata molto comune. Ci sono vari motivi alla base di questa diffusione:

  • Scarsa comprensione degli effetti collaterali e della vicinanza con l’eroina.
  • Mancanza di altri farmaci efficaci sul mercato.
  • Campagne di marketing da parte delle case farmaceutiche.

Ma il problema non riguarda solo il passato, dato che nel 2019 la crisi è ancora attiva. Basti pensare che dal 16 ottobre 2017 negli Stati Uniti vige lo stato di emergenza per la salute pubblica. Nel passato ci sono stati alcuni errori nel modo in cui è stata affrontata questa situazione; ora il governo statunitense si è attivato per combattere contro questa epidemia, ma sarà abbastanza? Gli oppiacei hanno causato la morte di più di 64000 persone nel 2018 negli Stati Uniti, ed è il momento di cercare un’alternativa reale a queste terribili sostanze chimiche.

Tuttavia c’è una soluzione

La cosa sicura è che ci sono troppe persone che hanno iniziato le terapie direttamente da farmaci troppo pesanti. Gli oppiacei non dovrebbero essere la prima soluzione alla quale pensiamo quando c’è un problema o una malattia temporanea. Il cannabidiolo si è dimostrato molto efficace in alcuni casi (per aiutare a dormire, rilassarsi, recuperare ecc…) e alcune nuove ricerche stanno scoprendo nuovi proprietà medicinali del CBD. Possiamo intuire la grande utilità del CBD sapendo che gli oppiacei sono usati soprattutto come antidolorifico; anche il CBD ha proprietà antidolorifiche dimostrate. Al contrario degli oppiacei, però, il CBD non ha effetti collaterali e non comporta alcun rischio di portare a un comportamento di dipendenza o di far sì che chi lo assume cerchi dosi sempre maggiori o sostanze sempre più potenti.

Il CBD potrebbe benissimo rappresentare una soluzione per il trattamento di pazienti affetti da dolore di livello lieve o moderato. Per le persone con un livello più alto di dolore, invece, sarebbe interessante pensare alla cannabis medica (se legale nel Paese o Stato in cui si vive), con un misto di CBD e THC. Alcuni farmaci autorizzati del genere sono già sul mercato, ad esempio il Sativex. Nella gran parte dei casi un trattamento leggero a base di CBD dovrebbe essere la prima opzione prima di pensare a un’eventuale terapia con marijuana medica, per poi passare agli oppiacei in casi gravi, e ancora, in casi estremi, ad antidolorifici più potenti come la morfina.

Io non sono un dottore né uno scienziato, e in quanto semplice proprietario di una piccola azienda la mia voce non può competere contro quella delle grandi aziende farmaceutiche o del Ministero della Salute, ma ritengo che il processo che porti alla prescrizione di oppiacei debba cambiare.

La logica ci dice di partire lentamente e dal basso nel determinare quale sia il farmaco migliore per le esigenze del paziente. Dopotutto, in caso di semplice stanchezza non prescriviamo cocaina solo perché più efficiente delle vitamine…

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