In questa pagina puoi trovare un riassunto delle ultime notizie e delle ricerche più recenti pubblicate su fonti scientifiche. Nella gran parte dei casi si tratta di conclusioni pre-cliniche, ottenute usando gruppi di persone poco numerosi oppure tramite osservazioni sugli animali. Dunque questo articolo o i nostri prodotti non hanno lo scopo di diagnosticare, trattare, curare o prevenire alcun disturbo. Consulta un medico per il trattamento di disturbi specifici.

Cosa sono i cannabinoidi?

La pianta di cannabis contiene molti composti dalle proprietà psicoattive e medicinali, chiamati cannabinoidi, responsabili per gli effetti fisiologici e psicologici della pianta. Il cannabinoide dalle proprietà psicoattive, quindi che causa lo “sballo” è il THC (tetraidrocannabinolo), mentre il cannabinoide che possiede molti e promettenti benefici per la salute si chiama CBD (cannabidiolo). Uno degli aspetti più eccitanti della cannabis per uso medico e dell’olio di CBD è la grande varietà di applicazioni in campo medico che offrono. In generale, queste applicazioni fanno parte di queste tre categorie: gestione del dolore, gestione dei disturbi motori, e salute mentale.

Questi cannabinoidi compiono le loro funzioni all’interno del corpo tramite il cosiddetto sistema endocannabinoide (ECS). Agiscono su dei recettori presenti nel sistema nervoso centrale (recettori dei cannabinoidi di tipo 1) o nel sistema immunitario (recettori dei cannabinoidi di tipo 2). Tramite questo meccanismo, i cannabinoidi partecipano nella regolazione del sistema immunitario e nel controllo del dolore e dell’umore, e a molte altre funzioni.

Sebbene ci siano varie conferme sull’efficacia della cannabis ad uso medico, sono ancora scarse le ricerche scientifiche con metodologia solida che ne dimostrino il potenziale in quanto terapia medica. All’interno di questo articolo parleremo di alcune delle ricerche effettuate per valutare l’efficacia terapeutica dell’olio di cannabis per varie malattie.

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L’olio di cannabis può aiutare a trattare i sintomi della demenza?

Ad oggi, non esistono ancora farmaci approvati dalla FDA negli Stati Uniti o dall’EMA in Europa per il trattamento dei sintomi comportamentali e psicologici della demenza. Tuttavia, spesso vengono prescritti antipsicotici “off-label” (usati diversamente da quanto previsto dall’uso standard); il risultato è un leggero miglioramento, e un aumento del rischio di morte. Di recente è stato condotto uno studio su esseri umani che ha coinvolto dei pazienti affetti da demenza di Alzheimer, ai quali è stato somministrato olio di cannabis per uso medico a un dosaggio di 2,5 mg al giorno. Gli autori hanno riportato che l’olio di cannabis può essere prescritto in modo sicuro ai pazienti che soffrono di demenza di Alzheimer e di sintomi comportamentali e psicologici della demenza in comorbilità. Detto questo, i risultati devono ancora essere confermati da sperimentazioni cliniche in doppio e triplo cieco prima di poterne trarre conclusioni generali.

I cannabinoidi possono essere usati per il trattamento del cancro?

Ci sono state, finora, ben poche ricerche sull’uso dell’olio di cannabis come potenziale cura per il cancro. Tutti gli studi pubblicati in questo campo sono ricerche su animali o in laboratorio, senza prove scientifiche solide che provino l’efficacia e la sicurezza dell’olio di cannabis come terapia per il cancro. Dunque, prima di stabilire in modo adeguato l’effetto dell’olio di cannabis sul cancro, dobbiamo aspettare sperimentazioni cliniche a larga scala su esseri umani.

L’olio di cannabis può agire da farmaco antiepilettico?

Come sappiamo, il CBD è stato approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense come terapia medica per alcuni tipi di epilessia e crisi epilettiche. La ricerca sull’uso medico dell’olio di cannabis come trattamento potenziale per l’epilessia, resta però molto limitata. Recentemente è avvenuto un caso in cui una paziente di cinque anni che soffriva di attacchi epilettici refrattari (ossia che non rispondono alle terapie) ha riportato che l’aggiunta di olio di cannabis ai normali farmaci anticonvulsanti aveva portato a una riduzione nella frequenza degli attacchi, sin da subito dopo l’introduzione dell’olio di cannabis per uso medico.

L’olio di cannabis e le malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI)

L’olio di CBD si è dimostrato molto efficace nella gestione delle malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI), come la malattia di Crohn e la colite ulcerativa. Detto questo, la letteratura medica mostra che l’olio di cannabis mostra anche promettenti proprietà terapeutiche per il trattamento delle malattie infiammatorie croniche intestinali. In una ricerca basata sulle osservazioni, a 15 pazienti è stato somministrato olio di cannabis, e ad altri 67 pazienti non è stata data cannabis per trattare i loro sintomi. Ai pazienti del primo gruppo è stato dato olio di cannabis una volta al giorno per 30 giorni. Gli autori hanno riportato delle differenze minime nei livelli di dolore e di attività della malattia in confronto a chi non aveva assunto cannabis. Tuttavia, i pazienti a cui era stato dato l’olio di cannabis riferivano di miglioramenti nella qualità del sonno, riduzioni della nausea e aumento dell’appetito.

Va fatto notare che questi promettenti effetti dell’olio di cannabis sono tratti da piccoli studi basati su osservazioni, ricerche sugli animali o studi di laboratorio. Prima di trarre conclusioni generali applicabili a tutti, sono necessarie ulteriori sperimentazioni cliniche per confermare l’efficacia dell’olio di cannabis come agente terapeutico per diverse malattie.