In questa pagina puoi trovare un riassunto delle ultime notizie e delle ricerche più recenti pubblicate su fonti scientifiche. Nella gran parte dei casi si tratta di conclusioni pre-cliniche, ottenute usando gruppi di persone poco numerosi oppure tramite osservazioni sugli animali. Dunque questo articolo o i nostri prodotti non hanno lo scopo di diagnosticare, trattare, curare o prevenire alcun disturbo. Consulta un medico per il trattamento di disturbi specifici.

Cosa sono le malattie resistenti agli antibiotici?

Le infezioni resistenti agli antibiotici sono quelle che riguardano batteri che non rispondono ai trattamenti per mezzo di antibiotici. Si verificano sempre più spesso e in modo sempre più rapido a causa dell’abuso di antibiotici e di scarsa comprensione su come funzionano gli antibiotici, e quanto a lungo è consigliabile assumerli. Si tratta quindi di una delle peggiori minacce per la salute pubblica nel mondo. Può riguardare chiunque in ogni momento, e può avere conseguenze fatali. Una serie di infezioni come polmonite, tubercolosi, salmonellosi, ecc. stanno diventando sempre più difficili da curare dato che gli antibiotici che servono a tale scopo stanno diventando sempre meno efficaci, se non addirittura inutili.

I batteri resistenti agli antibiotici crescono per vari motivi, seguendo uno dei seguenti meccanismi:

  • Mutazione genetica
  • Resistenza naturale o istintiva di diversi tipi di batteri
  • Una specie batterica che acquisisce la resistenza da una preesistente

Quali sono le possibili soluzioni a questo problema?

Gli antibiotici sono stati creati per salvare innumerevoli vite, e nel corso dei decenni l’hanno fatto perfettamente. Recentemente, tuttavia, gli scienziati hanno scoperto che esistono varie infezioni resistenti agli antibiotici che sono difficili da gestire e curare. Per sconfiggere questo problema, molti medici prescrivono antibiotici multipli ad alti dosaggi ai propri pazienti, e questo ha conseguenze negative sulle loro vite. Ciò ha spinto gli scienziati a cercare di scoprire e analizzare nuove potenziali soluzioni a questo problema sempre più grave; il CBD è una delle sostanze studiate di recente che potrebbero battere la resistenza agli antibiotici, e imporsi come soluzione al problema nel futuro prossimo.

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In che modo il CBD combatte i batteri resistenti agli antibiotici?

Il cannabidiolo (CBD) si è dimostrato efficace nel combattere microorganismi come stafilococchi e streptococchi. In uno studio condotto nel 1976 su CBD e tetraidrocannabinolo (THC), entrambi hanno evidenziato proprietà battericide. Quando queste due sostanze venivano inserite in un medium contenente 4% di siero o 5% di sangue, l’attività batterica si riduceva in modo significativo. Tuttavia, i cosiddetti batteri Gram-negativi hanno mostrato una resistenza sia al THC che al CBD.

Ruolo immunoregolatore dei cannabinoidi nelle malattie infettiveIl CBD si indirizza verso uno dei punti principali del cervello, il sistema nervoso centrale, in cui il sistema endocannabinoide (ECS) viene preso di mira tramite i recettori cannabinoidi di tipo 1 e 2 (CB1 e CB2). Questi recettori aiutano a moderare l’attività del sistema nervoso centrale e degli organi periferici, e a regolarne l’equilibrio. Il CB1 è associato principalmente alla regolazione delle attività cognitive. Il CB2 si occupa della reazione dei nostri corpi a infiammazione e dolore. Ingerendo questi composti, grazie all’attivazione del nostro sistema endocannabinoide, otteniamo i risultati migliori.

Il CBD è uno dei composti cannabinoidi il cui effetto è stato esaminato contro vari ceppi di Staphylococcus aureus, dimostrandone l’efficacia. In vivo, si è costatato che gli effetti dei composti cannabinoidi evidenziavano diverse proprietà grazie all’attivazione del recettore cannabinoide di tipo 1 (CB1), proprietà come la riduzione dell’incidenza della febbre e la riduzione delle citochine proinfiammatorie. Inoltre, l’attivazione del recettore CB2 sarebbe in grado di prevenire i danni intestinali durante la sepsi, prevenendo anche i danni da infiammazione. La somministrazione a lungo termine di CBD, inoltre, ha messo in evidenza effetti significativi di contrasto al microorganismo Staphylococcus pneumoniae (lo pneumococco che causa la polmonite), nel cui caso il CBD ha ridotto in modo significativo l’estensione dei danni cerebrali.

Uccidere il MRSA con il cannabidiolo

Lo Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (MRSA) è uno dei più comuni batteri resistenti ai farmaci. Le infezioni da MRSA non reagiscono alla maggior parte degli antibiotici. Per questo motivo cominciano a espandersi nel corpo senza ostacoli. L’infezione causa un rischio mortale per il sistema immunitario. I ricercatori hanno applicato direttamente il CBD su questo batterio in uno studio di laboratorio. La notizia positiva è che il CBD ha dimostrato un alto potenziale di contrasto alle infezioni da MRSA. Applicando una combinazione di diversi cannabinoidi, hanno scoperto che il CBD è in grado di distruggere gli Staphylococcus aureus resistenti alla meticillina. Le proprietà naturali uniche trovate nel CBD non causano alcun effetto indesiderato.

Va fatto notare che le ricerche in questo ambito sono al momento ancora molto limitate, e che il potenziale terapeutico del CBD nella lotta ai ceppi batterici resistenti agli antibiotici non è ancora stato confermato in studi sugli esseri umani, sebbene ricerche e studi di laboratorio intrapresi di recente abbiano mostrato che il CBD ha un ottimo potenziale per quanto riguarda il trattamento delle infezioni. Va dunque esercitata massima cautela nell’assunzione di CBD sotto qualsiasi forma, ad esempio olio di CBD , e bisogna prima consultare un medico per scegliere il dosaggio giusto del prodotto, se il trattamento dell’infezione è possibile.

https://www.projectcbd.org/cbd-for/antibiotic-resistance
https://www.marijuanabreak.com/cbd-antibiotic-resistant-bacteria
https://www.cbdhacker.com/cbd-and-antibiotics/
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1085130
https://www.karger.com/Article/FullText/481824

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