In questa pagina puoi trovare un riassunto delle ultime notizie e delle ricerche più recenti pubblicate su fonti scientifiche. Nella gran parte dei casi si tratta di conclusioni pre-cliniche, ottenute usando gruppi di persone poco numerosi oppure tramite osservazioni sugli animali. Dunque questo articolo o i nostri prodotti non hanno lo scopo di diagnosticare, trattare, curare o prevenire alcun disturbo. Consulta un medico per il trattamento di disturbi specifici.

I dati che oggi possiamo raccogliere da una serie di ricerche scientifiche attendibili ci mostrano che i cannabinoidi sono utili nel trattamento di vari problemi di salute. Nella lista delle malattie trattabili troviamo anche una malattia delle arterie coronariche dovuta a una patologia, chiamata aterosclerosi, causata da un’infiammazione. I cannabinoidi svolgono un ruolo cruciale nell’affrontare questo problema, agendo da sostanza antinfiammatoria. Ciò permette la regolazione del sistema immunitario.

Aterosclerosi: una panoramica completa di questa malattia

L’aterosclerosi è un indurimento delle arterie. Impedisce il flusso sanguigno verso il cervello e il cuore a causa dell’accumulo di placca aterosclerotica (accumulo di lipidi sull’intima, ossia sulle pareti interne delle arterie). Questa placca, anche detta ateroma, continua ad accumularsi nelle arterie. Colesterolo, grasso e varie altre sostanze presenti nel sangue formano la parete interna delle arterie. Tuttavia, quando la placca aterosclerotica si forma, il sistema immunitario reagisce inducendo un’infiammazione, e questo esacerba i danni. Un blocco parziale o totale può verificarsi quando le placche ostruttive interrompono il flusso sanguigno in diverse arterie di zona pelvica, cervello, gambe, braccia, reni, o cuore.

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Nelle fasi iniziali della malattia non ci sono alcuni sintomi visibili. La placca aterosclerotica continua però ad accumularsi nelle arterie, e gradualmente possono comparire i sintomi.

Dolore irradiante, dolori al petto, affaticamento estremo, respiro corto, nausea, sudorazione eccessiva, palpitazioni, difficoltà di respirazione, perdita dei sensi; tutti questi sintomi possono verificarsi in base al punto in cui si trova la placca aterosclerotica.

Le ricerche scientifiche condotte lungo gli anni hanno mostrato che i composti psicoattivi presenti nella cannabis, cioè il tetraidrocannabinolo (THC), possono avere un effetto positivo sulle cellule del sistema immunitario. Il THC può ridurre la secrezione di sostanze proinfiammatorie e la migrazione di tali sostanze verso le pareti dei vasi sanguigni.

Che impatto ha la cannabis sull’aterosclerosi?

Per comprendere il ruolo della cannabis nella prevenzione delle malattie coronariche, dobbiamo capire il funzionamento dei recettori cannabinoidi nell’intero sistema endocannabinoide (ECS). Questo sistema, che include i cannabinoidi, svolge un ruolo principale nel mantenimento di un funzionamento cellulare idoneo nei diversi sistemi del nostro corpo.

L’attuale insieme delle prove a sostegno del ruolo terapeutico del CBD nei disturbi cardiovascolari

Due recettori cellulari pricipali compongono il sistema endocannabinoide:

  • Recettore cannabinoide 1 (CB1)
  • Recettore cannabinoide 2 (CB2)

I recettori CB1 sono presenti nelle cellule cerebrali. Sono responsabili per gli effetti chimici psicotropi, mentre i recettori CB2 sono numerosi e si trovano nelle cellule del sistema immunitario. Tutti gli organi principali hanno recettori CB1: cuore, cervello, fegato e heart, brain, liver, and tessuto muscolare liscio vascolare.Gli endocannabinoidi sono piccole molecole prodotte naturalmente presenti nella membrana cellulare. Ti stupirà sapere che gli endocannabinoidi vengono sintetizzati ogni volta che ce n’è bisogno. Non vengono conservati per essere usati successivamente. Quando si fa uso di cannabis, il THC (il composto psicoattivo) interagisce con entrambi i recettori (CB1 e CB2). Ciò avviene tramite la produzione di un cambiamento nei messaggi inviati dal cervello e la regolazione delle funzioni cardiache e circolatorie.

Abbiamo descrizioni approfondite degli effetti farmacologici dei cannabinoidi, basati sulla loro interazione con i recettori cannabinoidi (CB1 e CB2), ben distribuiti all’interno del sistema cardiovascolare. L’attivazione di questi recettori regola le funzioni di vari componenti cellulari nella parete del vaso sanguigno, e può agire sulla patogenesi dell’aterosclerosi.

Il ruolo svolto dall’attivazione del recettore CB2 sulla comparsa dell’aterosclerosi è stato studiato, e si è concluso che la stimolazione di CB2 porta a un’attenuazione della risposta infiammatoria tipica della patogenesi dell’aterosclerosi. Varie ricerche su modelli di malattie umane confermano l’idea che il CBD abbia azione antinfiammatoria, oltre a quella ben nota antiossidante. L’utilità terapeutica del CBD è un’area di studio relativamente nuova, che porterà a nuove scoperte sull’interazione tra infiammazione, stress ossidativo e sistema endocannabinoide (ECS), un’interazione che è associata ai danni ai tessuti e agli organi in molte malattie, tra cui l’aterosclerosi.

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