In questa pagina puoi trovare un riassunto delle ultime notizie e delle ricerche più recenti pubblicate su fonti scientifiche. Nella gran parte dei casi si tratta di conclusioni pre-cliniche, ottenute usando gruppi di persone poco numerosi oppure tramite osservazioni sugli animali. Dunque questo articolo o i nostri prodotti non hanno lo scopo di diagnosticare, trattare, curare o prevenire alcun disturbo. Consulta un medico per il trattamento di disturbi specifici.

Diversamente da ciò che pensano molti, la cannabis può aiutare le persone che soffrono di asma in vari modi. Può sembrare sorprendente, ma i composti presenti nella cannabis danno sollievo dai sintomi associati agli attacchi d’asma. Se sei tra i tanti che pensano agli spinelli ogni volta che si menziona la cannabis, non sei il solo. Ma quando si parla di cannabis le cose non sono mai tanto semplici.

Asma: un’introduzione al disturbo

L’asma è un disturbo infiammatorio e cronico a lungo termine che riguarda le vie respiratorie dei polmoni. Normalmente la genetica svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo di questo disturbo. Ci sono tuttavia vari altri fattori in grado di causare un attacco d’asma, tra cui:

  • Polline o polvere – diversi tipi di allergeni
  • Inquinamento dell’aria
  • Fumo di sigarette
  • Esercizio fisico
  • Infezioni respiratorie
  • Farmaci
  • Cambiamenti del clima
  • Forti emozioni

Ciascuno di questi fattori può risultare in uno spasmo e un’ostruzione delle vie respiratorie sensibili. I sintomi includono:

Il CBD aiuta a ridurre i sintomi causati dall’asma?

Un attacco d’asma può verificarsi in qualsiasi momento, ed è per questo motivo che chi soffre di questo disturbo porta sempre con sé un inalatore. I sintomi dell’asma possono essere tenuti sotto controllo tramite l’assunzione regolare dei farmaci appropriati. Tuttavia, l’asma non è solo stancante e frustrante, è anche molto persistente. Ne risulta che i farmaci convenzionali sono alquanto impotenti, dato che contengono immunomodulatori e steroidi. La questione resta questa: in che modo la cannabis è migliore di questi farmaci se li compariamo?

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L’asma è considerata un problema di salute pubblica ed è stata classificata come disturbo atopico, in cui l’allergene (corpo estraneo) ha la capacità di causare infiammazione clinicamente rilevante delle vie aeree, iperreattività bronchiale e ostruzione reversibile delle vie aeree. Purtroppo l’asma è tuttora un problema grave, e al momento non ci sono ancora trattamenti efficaci in grado di invertire il rimodellamento delle vie aeree. È noto che il cannabidiolo (CBD) abbia proprietà di immunomodulazione a causa dell’attivazione dei recettori cannabinoidi di tipo 1 e 2 (CB1 e CB2), che si trovano rispettivamente nel sistema nervoso centrale e nelle cellule immunitarie. Tuttavia, il meccanismo esatto tramite il quale il CBD può influire sul rimodellamento delle vie aeree non è del tutto chiaro.

Il dr. Donald Tashkin ha intrapreso uno studio nel 1975, in cui i pazienti che soffrivano di asma ricevevano un trattamento con vera e propria cannabis con il 2% di tetraidrocannabinolo (THC). Le conclusioni tratte dalle studio furono le seguenti: nei pazienti a cui veniva somministrato un placebo gli spasmi bronchiali scomparivano dopo un’ora, mentre nei pazienti con la cannabis si riprendevano immediatamente da tutti i sintomi dell’asma. Questo studio ha dato il via a molte altre ricerche sullo stesso argomento. Dei recenti rapporti aneddotici sembrano suggerire che gli attacchi d’asma possono essere interrotti senza alcun effetto collaterale dannoso grazie all’aiuto del CBD.

Molti studi hanno dimostrato che i linfociti T-helper 2 erano presenti nei polmoni dei pazienti affetti da asma. Queste cellule immunitarie sono coinvolte nella produzione di citochina, che regola la sintesi delle immunoglobuline. L’interazione tra le cellule T e gli antigeni/allergeni è fondamentale per lo sviluppo della risposta infiammatoria che caratterizza il disturbo.

Nel 2015, uno studio sperimentale è stato condotto per valutare il potenziale antinfiammatorio del cannabidiolo (CBD). È stato somministrato il CBD (5mg/kg) a un ratto di 8 settimane, e sono stati stimati i livelli di interleuchine (IL), prodotte dalle cellule T. È stato dimostrato che il trattamento a base di CBD riduceva in maniera significativa i livelli di IL-4, IL-5, IL-13, IL-6, e TNF-alpha; è stato dunque proposto che il CBD possa essere una sostanza promettente nella regolazione della risposta infiammatoria nei pazienti affetti da asma.

Recentemente quest’anno, Vuolo et al. hanno condotto uno studio sperimentale su topi asmatici per esaminare i livelli di citochine e di espressioni CB1/CB2 dopo la somministrazione di CBD. Hanno rilevato che il trattamento a base di CBD, a prescindere dal dosaggio, portava a una riduzione dell’iperreattività delle vie aeree. In generale, il trattamento con CBD riduceva i processi infiammatori e rimodellanti nel caso dell’asma allergica.

Da anni si cerca di dimostrare i benefici della cannabis su diversi ambiti della salute. Oggi il CBD è ben noto in quanto straordinario agente antinfiammatorio. Si è imposto all’attenzione di scienziati, medici e persone comuni. Ormai avrai capito che i cannabinoidi estratti dalla pianta di cannabis non hanno un effetto negativo sull’asma, come si pensava una volta. Va fatto però notare che i risultati di cui abbiamo parlato sono ancora preliminari e di natura sperimentale, ed è consigliabile evitare di usare il CBD per trattare l’asma fin quando non vengono condotti studi a larga scala sugli umani per valutare l’efficacia del CBD su veri pazienti affetti da asma.

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