In questa pagina puoi trovare un riassunto delle ultime notizie e delle ricerche più recenti pubblicate su fonti scientifiche. Nella gran parte dei casi si tratta di conclusioni pre-cliniche, ottenute usando gruppi di persone poco numerosi oppure tramite osservazioni sugli animali. Dunque questo articolo o i nostri prodotti non hanno lo scopo di diagnosticare, trattare, curare o prevenire alcun disturbo. Consulta un medico per il trattamento di disturbi specifici.

Il CBD o cannabidiolo è un composto attivo presente nella pianta di cannabis. Non ha gli effetti intossicanti né causa dipendenza come la marijuana, che contiene tetraidrocannabinolo (THC). Il CBD, un’alternativa alla marijuana a base di canapa, è stata legalizzata negli Stati Uniti e in molti altri Paesi grazie ai benefici sulla salute che possiede. Il maggior vantaggio del CBD è che non contiene THC – il componente responsabile per gli effetti psicotropi.

La pianta di canapa, al posto del THC, ha una concentrazione maggiore e più efficace di cannabinoidi. Questo è utile al funzionamento corretto del corpo umano. Il CBD ha dimostrato i numerosi benefici sulla salute lungo gli anni, e sappiamo che aiuta anche a ridurre i sintomi causati dal disturbo da deficit di attenzione/iperattività.

Capire il disturbo da deficit dell’attenzione (ADD) e il disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD)

I sintomi di ADD e ADHD sono, tra gli altri, irrequietezza, disattenzione, dimenticanza, e iperattività. I sintomi più comuni del disturbo da deficit dell’attenzione sono scarsa memoria e disattenzione. Come conseguenza, i bambini affetti da questo disturbo hanno prestazioni scolastiche scarse, minori funzioni cognitive, incapacità nelle relazioni con gli altri, e infine giungono a una vita adulta difficile, dato che spesso il disturbo prosegue fino all’età adulta. Sia gli adulti che i bambini vengono colpiti dai sintomi di ADHD e ADD. Chi è affetto da disturbo da deficit di attenzione/iperattività è eccessivamente irrequieto e iperattivo, mentre chi soffre di disturbo da deficit di attenzione non è tanto attivo come chi soffre di ADHD. Entrambi i disturbi sono causati da alterazioni strutturali e chimiche che avvengono nel cervello.

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Il CBD è utile per il trattamento di ADD e ADHD?

Livelli bassi di dopamina causano ADD e ADHD. La dopamina è un neurotrasmettitore che controlla ogni abilità cognitiva del cervello, ad esempio livello d’attenzione, umore e memoria. Quando i livelli di questa sostanza chimica sono bassi, ne può conseguire la comparsa di ADD e ADHD. Il CBD ha anche proprietà ansiolitiche, antiossidanti e antinfiammatorie.

CBD e cannabinoidi si sono dimostrati in grado di migliorare la trasmissione della dopamina e degli altri sostanze neurochimiche nel cervello. Ciò aiuta a migliorare i processi cognitivi nei pazienti affetti da ADHD. Usando il CBD, questi pazienti possono riuscire a concentrarsi meglio. I recettori per l’adenosina presenti nel cervello diventano più attivo grazie al CBD, che aiuta a ridurre stress e ansia. Vengono minimizzate anche l’iperattività e le distrazioni che subiscono i pazienti affetti da ADHD. I processi cognitivi che avvengono nel cervello possono essere migliorati trattando tutte le condizioni che si presentano come sintomi dell’ADD. Con i suoi effetti di riduzione del dolore , dell’ansia, della depressione, e di vari altri problemi neurologici, il CBD è un potenziale agente trattante per ADHD e ADD.

I farmaci usati finora per gestire ADD e ADHD hanno numerosi effetti collaterali, alcuni dei quali alquanto seri, e questo porta i pazienti a non seguire le indicazioni di assunzione dei medicinali. È invece provato che usare il CBD per gestire i sintomi di ADHD e ADD non causa alcun effetto collaterale. Il CBD è più sicuro da usare rispetto ai farmaci tradizionali. Sebbene derivi dalla pianta di cannabis, il CBD non ha alcuna proprietà psicoattiva. Il CBD è un composto estratto dai cannabinoidi, e quando avviene l’estrazione il THC viene rimosso.

Prove recenti sull’uso dei cannabinoidi per i pazienti con ADHD/ADD

Gli adulti che soffrono di disturbo da deficit di attenzione/iperattività descrivono l’automedicamento con CBD come alternativa migliore rispetto alle normali medicine per l’ADHD. Sebbene non ci siano dati ottenuti da studi controllati e randomizzati sul potenziale terapeutico della cannabis (o del CBD) nel trattamento dell’ADHD, alcuni neuropsichiatri negli Stati Uniti prescrivono integrazioni con cannabis o CBD per questo disturbo.

Nel 2017 è stata condotta la prima sperimentazione di sempre su pazienti affetti da ADHD trattati con cannabinoidi, per esaminarne il profilo di sicurezza ed efficacia. In totale a 30 adulti affetti da ADHD sono stati assegnati due possibili interventi: cannabinoide oromucosale a uso medico o un placebo. Si è valutato l’effetto sulla performance cognitiva, sul livello di attività e sui sintomi dell’ADHD.
Purtroppo, i risultati non hanno mostrato differenze significative tra i due interventi per quanto riguarda i risultati dal punto di vista del funzionamento cognitivo e dei livelli di attività. Tuttavia i cannabinoidi hanno portato a un miglioramento significativo dal punto di vista dell’iperattività/impulsività, una misura cognitiva dell’inibizione, e della disattenzione.

Gli adulti che soffrono di ADHD possono rappresentare un sottogruppo di pazienti che ottiene una significativa riduzione dei sintomi senza impatto sulle funzioni cognitive dopo l’uso di cannabinoidi. Questo studio ci fornisce delle prove preliminari a sostegno dell’uso di cannabis nell’ADHD, ma servono ulteriori ricerche per stabilire il modo in cui il sistema cannabinoide può agire sull’ADHD e prevenirlo.

Ad oggi non sono disponibili dati sull’uso del cannabidiolo (CBD) da solo in pazienti adulti e non con ADHD. Dunque non è consigliabile usare CBD per conto proprio per trattare o gestire il disturbo da deficit dell’attenzione/iperattività, almeno fin quando non avremo sperimentazioni cliniche che ne esaminino e confermino gli effetti positivi sugli umani.

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