In questa pagina puoi trovare un riassunto delle ultime notizie e delle ricerche più recenti pubblicate su fonti scientifiche. Nella gran parte dei casi si tratta di conclusioni pre-cliniche, ottenute usando gruppi di persone poco numerosi oppure tramite osservazioni sugli animali. Dunque questo articolo o i nostri prodotti non hanno lo scopo di diagnosticare, trattare, curare o prevenire alcun disturbo. Consulta un medico per il trattamento di disturbi specifici.

Cosa sono i composti cannabinoidi?

In base alla definizione del National Institute of Health (NIH), i cannabinoidi sono composti che si trovano nella pianta di marijuana, in grado di causare effetti simili a quelli di un farmaco in tutto il corpo, compreso il sistema nervoso centrale e quello periferico, oltre al sistema immunitario che di solito svolge un ruolo fondamentale in molti disturbi oggi diffusi. Il principale cannabinoide attivo che troviamo nella marijuana è il Delta-9-tetraidrocannabinolo (THC), responsabile per gli effetti psicoattivi, quindi per lo “sballo”. D’altro canto,il cannabidiolo, o CBD, che si trova in minuscole quantità nella marijuana, e in grandi quantità nella pianta di canapa, non possiede le proprietà psicoattive tipiche del THC.

I cannabinoidi sono simili agli endocannabinoidi presenti nel nostro corpo, quindi possono avere vari effetti sugli organi interessati da questi ultimi. Di solito nel nostro corpo prendono la forma di ‘endocannabinoide’ che puntano a uno dei recettori dei cannabinoidi (di tipo 1 o 2), normalmente distribuiti nel nostro cervello e nel sistema immunitario. A questo diamo il nome di sistema endocannabinoide (ECS). Questi composti si indirizzano verso i recettori citati per compiere varie azioni all’interno del corpo e del cervello, tra cui il controllo delle funzioni cognitive e di memoria, la percezione del dolore, l’umore e la depressione, i processi di infiammazione e altre funzioni immunitarie.

uso medico di cannabinoidi elenco di medecine

Una gran varietà di cannabinoidi sintetici è in grado di far sì che il sistema endocannabinoide svolga una data funzione. Si sa che i cannabinoidi aiutano a trattare i sintomi associati al cancro e gli effetti collaterali delle terapie per il cancro. Un numero di prove scientifiche che va da moderato ad alto dimostra che i cannabinoidi, incluso il CBD, possono essere visti come opzioni terapeutiche future per il dolore croniche, per alcuni tipi di epilessia farmacoresistente, fibromialgia, sclerosi multipla, nausea e vomito legati alla chemioterapia, depressione, psicosi e molte altre condizioni.

In questo articolo facciamo un breve riassunto sugli effetti di alcuni cannabinoidi su vari sistemi del corpo.

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I cannabinoidi possono agire da antinfiammatorio gastrointestinale

Ci sono prove preliminari che mostrano che i cannabinoidi hanno vari effetti antinfiammatori su varie malattie infiammatorie gastrointestinali, tra cui disturbi come colite ulcerosa e il morbo di Crohn. Inoltre, a dosi basse e non psicoattive, i cannabinoidi contrastano anche alcuni disturbi non infiammatori del tratto gastrointestinale, come la diarrea indotta da chemioterapia.

Sebbene queste conclusioni siano supportate da studi condotti sugli esseri umani, per avere conferma di queste osservazioni servono altre ricerche con campioni più numerosi.

Gli effetti dei cannabinoidi sul sistema endocrino

Ci sono prove consistenti del coinvolgimento degli endocannabinoidi nella regolazione dell’assunzione di cibo e nella regolazione dell’energia all’interno dei nostri corpi, e del fatto che abbia un impatto significativo sul sistema endocrino. Questo sistema include le ghiandole endocrine, come pancreas, surrene e ipofisi, coinvolte nella regolazione di varie funzioni endogene all’interno del nostro corpo. Dunque le interrelazioni tra questi sistemi (endocannabinoide ed endocrino) potrebbe avere valenza terapeutica per vari farmaci mirati a diversi disturbi, come diabete, infertilità, obesità, e così via.

I risultati di alcuni studi condotti sugli esseri umani hanno dimostrato che vari cannabinoidi (THCV e CBD) potrebbero essere promettenti per il trattamento del diabete di tipo 1. Questi cannabinoidi hanno mostrato di ridurre i livelli di glucosio nel plasma a digiuno e migliorare il funzionamento delle cellule pancreatiche. Questi risultati devono tuttavia essere confermati con sperimentazioni cliniche.

Il ruolo di cannabinoidi ed endocannabinoidi nei polmoni

Una vasta serie di prove esiste a sostegno del fatto che l’attivazione del sistema cannabinoide aiuti ad alleviare il dolore e a ridurre l’infiammazione. Nel contesto delle infiammazioni polmonari, vari cannabinoidi (esogeni ed endogeni) hanno dimostrato il proprio buon potenziale terapeutico grazie agli effetti inibitori che hanno sul sistema immunitario. Tuttavia, anche questa ricerca deve essere ulteriormente confermata prima di poter applicare i risultati alla popolazione in generale.

Ossa e articolazioni: gli effetti dei cannabinoidi sullo scheletro

Alcune ricerche recenti hanno dimostrato che il sistema endocannabinoide ha un impatto sul processo di metabolismo osseo. Con l’uso di vari cannabinoidi, come tetraidrocannabinolo (THC) e cannabidiolo (CBD), si è potuto osservare il loro coinvolgimento nel processo di crescita ossea e rimodellamento osseo, che ha assunto rilevanza clinica negli ultimi anni. Tuttavia, non sappiamo ancora quanto siano significative queste osservazioni per quanto riguarda gli esseri umani, dunque abbiamo bisogno di ulteriori ricerche prima di trarre conclusioni generali da queste osservazioni.

I cannabinoidi per l’epilessia resistente al trattamento

Negli ultimi tre anni c’è stata una svolta per quanto riguarda la potenziale efficacia come antiepilettico dei cannabinoidi. Come tre sperimentazioni cliniche controllate con placebo di alta qualità, si è rivelato che i cannabinoidi, e in particolare il cannabidiolo (CBD) sono più efficaci di un placebo nella gestione di alcuni tipi di epilessia, inclusa la sindrome di Dravet e la sindrome di Lennox-Gastaut. Oggi negli Stati Uniti il CBD è approvato dalla FDA per il trattamento di questi disturbi.

I cannabinoidi e il sistema cardiovascolare

I cannabinoidi possono agire sul sistema cardiovascolare (sia sul cuore che sui vasi sanguigni) tramite vari meccanismi. Il sistema endocannabinoide svolge un ruolo cruciale sia nella fisiologia che nella patologia del cuore. Questo sistema infatti si sovra-attiva quando si verificano alcune condizioni patologiche (malattie), per svolgere un ruolo sia di protezione che di compensazione. Questo include gli effetti di vari cannabinoidi sui diversi tipi di malattie cardiache, come l’ipertensione, l’aterosclerosi e altre condizioni cardiache associate all’infiammazione. Di recente è stato dimostrato che il CBD ha il potenziale di ridurre la pressione sanguigna a riposo in soggetti sani.
Tuttavia, il ruolo svolto dai cannabinoidi nel sistema cardiovascolare è ancora in corso di studio, e i risultati non sono ancora definitivi. Servono dunque ulteriori ricerche in questo ambito per poter creare un farmaco in grado di combattere malattie cardiache e ipertensione.

Tabella1. Sommaria delle prove per l’uso medico dei prodotti a base di cannabis e dei cannabinoidi.

Disturbo

Numero di studi (Partecipanti)

Prodotto principale testato

Comparatore

Esito

Sommario della stima (intervallo di confidenza 95%)

Certezza del risultato

Dolore cronico

9 (1734)

Sativex (THC + CBD)

Placebo

Riduzione del dolore del 30%

Odds ratio: 1,46 (1,16 – 1,84). Più efficace di un placebo

??? Moderata

Sclerosi multipla (MS)

5 (1244)

Sativex (THC + CBD)

Placebo

Scala di spasticità di Ashworth

Differenza nella media ponderata: -0,12 (da -0,24 to 0,01). Non più efficace di un placebo

??? Moderata

Alcuni tipi di epilessia resistente al trattamento

2 (291)

Epidolex (CBD)

Placebo

Riduzione del 50% nella frequenza degli attacchi

Rischio relativo: 1,74 (1,24 – 2,43). Più efficace di un placebo

?? Bassa

Nausea e vomito indotti dalla chemioterapia

3 (102)

Dronabinol (THC)

Placebo

Risposta completa in nausea e vomito

Odds ratio: 3,82 (1,55 – 9,42). Più efficace di un placebo.

?? Bassa

??? Moderata: gli autori ritengono che il vero effetto sia probabilmente simile all’effetto stimato;

?? Bassa : il vero effetto potrebbe essere significativamente differente dall’effetto stimato.